Bruno Russo è nato a Levanto nel 1978. Ha studiato lettere a Genova e ha lavorato a lungo come correttore di bozze, mestiere che — dice — insegna più di qualsiasi scuola di scrittura: a rispettare il peso di una virgola, e a non fidarsi della prima versione di una frase.
Il suo primo romanzo, La casa sul crinale, è uscito nel 2019. Racconta una famiglia che torna in un paese della costa dopo un lutto, e scopre che le case ricordano meglio delle persone. Con Quelli che restano (2022) ha allargato lo sguardo a un’intera via, e al modo in cui un paese tiene i suoi morti e i suoi vivi nello stesso tono di voce. L’inverno delle olive (2025) è il libro più quieto: un uomo torna a potare gli alberi del padre e trova, tra i rami, una vita che aveva lasciato a metà.
I suoi libri sono tradotti in francese, tedesco e spagnolo. Vive tra Levanto e Milano, con un taccuino che tiene in tasca anche quando finge di non scrivere.
«Non cerco storie straordinarie. Cerco il momento in cui una vita ordinaria si accorge di sé.»